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I fanghi essiccati da depurazione
Impianto per l'alimentazione al forno dei fanghi

I fanghi da depurazione sono il prodotto del trattamento delle acque reflue urbane ad opera dei depuratori.
Secondo il Catalogo Europeo Rifiuti (CER) aggiornato per decisione 2000/532/CE, i fanghi da depurazione sono classificati come rifiuti non pericolosi, cioè non contaminati da sostanze che possano renderli dannosi per l’uomo e per l’ambiente.
Possono essere smaltiti attraverso tre possibili canali:
  • l’utilizzo in agricoltura, previo compostaggio;
  • l’invio in discarica;
  • il recupero energetico nei forni da clinker per cemento.
L’operazione consiste nell’utilizzare i fanghi da depurazione come fonte di energia nel forno da clinker per cemento, in parziale sostituzione dei combustibili fossili non rinnovabili.
Ciò può avvenire previa verifica di corrispondenza a precisi requisiti tecnici. I fanghi da depurazione, per essere oggetto di recupero energetico, devono essere essiccati fino ad un massimo del 10% di acqua e come tali sono inodore.
I principali vantaggi del recupero energetico nei forni da clinker per cemento sono essenzialmente tre:
  • Permette un risparmio nell’utilizzo di combustibili fossili e quindi consente la riduzione dei gas ad effetto serra;
  • Evita l’accumulo di sostanze inquinanti nei terreni agricoli;
  • In armonia con quanto auspicato dalle normative europee e nazionali in tema di gestione dei rifiuti, contribuisce al contenimento dei rifiuti da destinare in discarica.
La scelta di utilizzare i fanghi da depurazione in parziale sostituzione dei combustibili tradizionali si inserisce perfettamente in questo contesto in quanto i fanghi, essendo biomasse non contribuiscono all’aumento dei gas serra, generando un benefico contributo alla salvaguardia dell’ambiente.
Questa scelta ha quindi portato l’Azienda ad intraprendere un iter autorizzativo, in particolare:
  • 28 settembre 2004: Holcim (Italia) presenta alla Regione Lombardia la richiesta di autorizzazione all’esercizio delle operazioni di recupero dei fanghi essiccati ai sensi del D. Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e successive modificazioni.
  • 19 novembre 2004: Holcim (Italia) riceve l’autorizzazione ambientale rilasciata dalla competente D.G. Territorio ed Urbanistica della Regione Lombardia.
  • 23 novembre 2004: alla presenza di rappresentanti di Regione Lombardia, Provincia di Como, Comune di Merone, A.R.P.A. Lombardia - Dipartimento Como e Holcim (Italia) si tiene la conferenza di servizi per la valutazione della richiesta dell’Azienda relativa all’inserimento dei fanghi da depurazione in sostituzione di rifiuti pericolosi già autorizzati e utilizzati. La conferenza esprime parere favorevole e da’ mandato alla struttura regionale di predisporre l’atto autorizzativo dopo puntuale verifica di eventuali osservazioni dell’U.O. Protezione Ambientale e I.P.P.C. in merito alle emissioni in atmosfera.
  • D.d.g. del 14 aprile 2005 la Regione Lombardia ha approvato e autorizzato progetto di variante che consiste nel modificare, a parità di quantitativo totale già autorizzato in 34.000 t/anno, i quantitativi annui delle singole categorie di rifiuto da avviare all’operazione di recupero R1, introducendo la nuova categoria di rifiuti non pericolosi “fanghi prodotti dal trattamento delle acque”.
  • 6 giugno 2005: BURL (Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia) N.23: il volume totale dei rifiuti utilizzabili e recuperabili come combustibili nei forni da cemento resta pari a 34.000 tonnellate ma, nello specifico, la variante richiesta consente di sostituire 13.000 tonnellate di rifiuti pericolosi, costituiti da miscele oleose e da residui peciosi, con 13.000 tonnellate di rifiuti non pericolosi (fanghi da depurazione).
  • 20 gennaio 2006: per dar seguito agli adempimenti ed alle prescrizioni contenuti nel D.d.g. in oggetto, con particolare riferimento al D.P.R. 203/88, Holcim (Italia) ha portato a conoscenza di Regione Lombardia, Provincia di Como, Comune di Merone, Comune di Monguzzo, A.R.P.A. Lombardia - Dipartimento Como dell’avvenuta realizzazione dell’impianto di stoccaggio e movimentazione al forno e la relativa messa in esercizio previo test e verifica funzionale.
  • 3 febbraio 2006: Holcim (Italia) sollecita la convocazione della Commissione Tecnica come previsto dalla “Intesa per il monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera della Cementeria di Merone” siglata nel 1999 tra la Regione Lombardia Settore Ambiente ed Energia, l’Amministrazione Provinciale di Como – Settore Ecologia, l’Amministrazione Comunale di Merone e la Cementeria di Merone (ora Holcim (Italia) - Unità Produttiva di Merone).
  • 14 settembre 2006 la Commissione Istituzionale (Regione Lombardia Settore Ambiente ed Energia, Amministrazione Provinciale di Como – Settore Ecologia, Amministrazione Comunale di Merone, Amministrazione Comunale di Erba, Rappresentante delle organizzazioni sindacali, Rappresentante delle organizzazioni ambientaliste, riconosciute dal Ministero dell’ambiente e con rappresentanza locale e Holcim (Italia)) rende pubblici i risultati del lavoro della Commissione Tecnica. La sperimentazione è stata condotta nei mesi di Marzo e Aprile 2006 dalla società Sangalli Protezioni Ambientali (Sopra) di Milano, e sotto la supervisione attenta del personale di Arpa Lombardia – Dipartimento di Como. I costi del monitoraggio sono stati sostenuti da Holcim (Italia). Dalle analisi si evince che il quadro delle emissioni in atmosfera è rimasto invariato: tutti i valori misurati sono notevolmente al di sotto dei limiti di legge e da quelli definiti dall’Autorità Competente. In particolare, la Regione Lombardia pone limiti severi alla presenza di metalli pesanti nei fanghi e ciò rende ancora più severi i controlli non solo a valle presso l’unità Produttiva, ma anche a monte presso i depuratori, impedendo l’immissione di sostanze nocive alla salute della collettività.
Al fine di combinare risultati ambientali con il soddisfacimento di fabbisogni delle comunità locali, offrendo una soluzione ai problemi ambientali legati allo smaltimento dei rifiuti, in linea con i principi dello sviluppo eco-sostenibile, Holcim (Italia) ha avviato i primi contatti con l’Azienda Servizi Integrati Lambro S.p.A. (ASIL), che gestisce l’impianto di depurazione di Merone servendo 38 comuni del territorio e diverse attività produttive per un totale di circa 100.000 abitanti e con Degrémont Italia che fornisce fanghi essiccati da depurazione provenienti dal depuratore di Milano San Rocco.
Al momento i contratti in essere con il depuratore di Milano San Rocco di Degrémont Italia e con il consorzio ASIL di Merone (al massimo delle sue capacità) hanno consentito all’Azienda di raggiungere a fine maggio poco più di 2.000 tonnellate contro le 13.000 tonnellate/annue per le quali l'Unità Produttiva di Merone è autorizzata dalla Regione Lombardia al trattamento di fanghi essiccati da depurazione. Data la non costanza di volumi forniti e l'importanza di coprire i volumi autorizzati, è stato deciso di avviare una sperimentazione con altri depuratori, tra cui quello della Società Metropolitana Acque Torino (SMAT) che gestisce il depuratore di Torino. Tutto ciò tenendo conto che:
  • Holcim (Italia) richiede imprescindibilmente ai propri fornitori il rispetto dei requisiti tecnici definiti dall’Azienda in merito alle caratteristiche dei fanghi da depurazione (es. max quantitativo di acqua 10%) al fine di offrire un servizio rispettoso dell’ambiente, coniugando questo impegno con quello di offrire un servizio di pubblica utilità.
  • Holcim (Italia) intende accrescere, qualora disponibili, le quantità di fanghi essiccati provenienti da depuratori presenti nei territori prossimi alle proprie unità produttive, potendo così offrire un servizio alla collettività.
Che investimenti sono stati realizzati presso l’Unità Produttiva di Merone
Per recuperare i fanghi da depurazione essiccati, Holcim (Italia) ha dovuto predisporre un silo di deposito (messa in riserva) di volumetria pari a 296 mc con relativo sistema di alimentazione e dosaggio al forno. Tale impianto è stato realizzato nel pieno rispetto delle indicazioni contenute nel progetto presentato alla Regione Lombardia.
Lo scarico dei fanghi da depurazione essiccati dal silo di deposito e l’alimentazione degli stessi al forno da cemento viene effettuato a circuito chiuso.

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