Homepage
Homepage di Gruppo
Profilo 
Dove siamo 
Missione 
Direzione 
Numeri e fatti principali 
Offerte di lavoro 
Carriere 
Contatti 
FAQ 
Candidatura spontanea 
Prodotti e attività 
Assistenza Tecnica 
Acquisti 
Notizie 
Pubblicazioni 
Holcim
Holcim
  Sviluppo sostenibile
Chi siamo
Persone e carriere
Prodotti e servizi
Stampa e media
Sviluppo sostenibile
Messaggio dell’Amministratore Delegato 
Performance economica 
Performance ambientale 
Performance sociale 
Reportistica 
Holcim Foundation for Sustainable Construction 
L’impianto CDR di Ternate

Il progetto di questo impianto nasce dall’esigenza di aumentare l’utilizzo nel forno di combustibili definiti alternativi in modo da ridurre l’uso di quelli tradizionali, derivanti da fonti non rinnovabili.

La prima fase del progetto, dopo la firma degli accordi, è consistita nello studio dell’ingegneria dell’impianto.

Nella progettazione ci si è preoccupati fortemente degli aspetti legati all’automazione, l’impianto è stato infatti pensato per funzionare in modo completamente automatizzato, senza necessità di personale dedicato, con particolare attenzione al rispetto delle norme di sicurezza e antincendio. Per questo è stato installato un sofisticato sistema a lame d’acqua per la protezione delle strutture ed uno a schiuma per lo spegnimento di eventuali incendi monitorato in continuo da analizzatori.
L’impianto, costituito fondamentalmente da un’area per il ricevimento e da un’area per lo stoccaggio e l’alimentazione al forno, sta sorgendo nella zona dei vecchi forni dell’unità produttiva di Ternate. Lì è stata realizzata la fossa che servirà all’immagazzinamento dei materiali. Il capannone in costruzione funzionerà in depressione, un ventilatore estrarrà i gas, li filtrerà e li invierà al raffreddatore evitando la fuoriuscita di odori. Tre portoni ad impacco rapido consentiranno lo scarico veloce del CDR nella fossa, mentre una benna sposterà il materiale caricando le tramogge e successivamente, dopo la pesatura tramite una coclea pesatrice, indirizzando il materiale al bruciatore ed al precalcinatore. Nell’occasione sono state anche eseguite delle ristrutturazioni, demolendo vecchie strutture metalliche obsolete e realizzando un piazzale per la manovra dei mezzi all’interno dello stabilimento.

L’autorizzazione concessa all’Unità Produttiva di Ternate consente un utilizzo di 30.000 tonnellate di CDR l’anno, che equivalgono ad un possibile impiego massimo di 2 tonnellate/ora inviate al bruciatore principale più altre 2 inviate al precalcinatore.

Nella progettazione l’attenzione è stata rivolta anche agli aspetti legati all’automazione ed al rigoroso rispetto delle norme e degli aspetti legati alla Sicurezza e Salute nei Luoghi di Lavoro, corredando l’impianto con le più sofisticate tecnologie antincendio, quali un sistema a lame d’acqua per la protezione delle strutture ed uno a schiuma per lo spegnimento di eventuali incendi monitorati in continuo da analizzatori.

Particolare attenzione è stata posta al problema delle emissioni. Già in fase di avviamento dell’impianto, ci si è preoccupati che fossero rispettati i limiti sulle emissioni, le quali sono controllate e monitorate in continuo per quanto concerne polveri, anidride solforosa, ossidi di azoto,acido cloridrico, carbonio organico totale, monossido di carbonio e con campionamenti discontinui per quanto concerne diossine, metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici.

Per saperne di più
I fanghi essiccati da depurazione
Il primo mulino verticale cemento in funzione in italia
L’impianto CDR di Ternate
Il raccordo ferroviario di Morano Po
Un progetto volto a fare di Morano una stazione di macinazione di rinnovata affidabilità