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Holcim (Italia) promuove l’eco-efficienza, conducendo una politica di uso attento delle materie prime e di risparmio energetico, fondata sull’ottimizzazione dei propri processi e sull’approvvigionamento che privilegia le fonti rinnovabili.
Negli anni 2004-2006 la produzione di materiali cementizio (clinker prodotto e sostitutivi del clinker ed additivi consumati) è cresciuta, superando i 3 milioni di tonnellate. Ciò ha determinato un aumento dei volumi di materie prime naturali consumate. Da tempo Holcim (Italia) è impegnata nella sostituzione parziale del clinker con MIC (componenti minerali), quali ceneri volanti, loppa, aventi proprietà di leganti idraulici e prevalentemente derivati da altri processi.
Nell’ambito di una accurata gestione delle materie prime e dei combustibili fossili, Holcim (Italia) privilegia la valorizzazione di materiali e combustibili alternativi, in armonia con quanto auspicato dalle direttive europee e dalle norme nazionali in tema di gestione dei rifiuti, favorendo il recupero di materiali altrimenti destinati ad essere inceneriti o smaltiti in discarica.
I processi produttivi di Holcim (Italia), in particolare quelli del cemento, sono altamente energy-intensive sia sul lato termico che su quello elettrico. Si illustrano nel dettaglio gli aspetti più importanti.
UTILIZZO DELLA MATERIA PRIMA
L’utilizzo delle materie prime è uno degli impatti ambientali più significativi del ciclo produttivo dei materiali da costruzione. In particolar modo questo si applica al cemento per la produzione del quale si utilizzano prevalentemente calcare, marna ed argilla. La produzione degli aggregati, invece, consiste nell’estrazione di sabbia e ghiaia proveniente da depositi di tipo alluvionale.
er la produzione di calcestruzzo, infine, si utilizzano cemento ed aggregati.
Cemento
Negli anni 2004-2006 la produzione di materiale cementizio (clinker prodotto e sostitutivi del clinker e additivi consumati) è aumentata dell’1,7%, raggiungendo un valore di 3,02 milioni di tonnellate. In linea con la produzione, la quantità totale di materie prime utilizzate (naturali, alternative, sostitutivi del clinker e additivi) ha subito un incremento.
Per la produzione del cemento si utilizzano materiali classificabili in tre macro categorie: materie prime naturali, materie prime alternative e sostitutivi del clinker nel cemento. Appartengono alla categoria delle materie prime naturali il calcare, la marna e l’argilla. Tra le materie prime alternative utilizzate si citano correttivi quali scaglie di laminazione, allumina, ceneri volanti umide. Infine, i sostitutivi del clinker nel cemento (escludendo il calcare, già contabilizzato nelle materie prime naturali) sono essenzialmente pozzolana, loppa e ceneri volanti.
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Le materie prime naturali utilizzate in parte sono provengono da siti di estrazione di proprietà. Da queste cave / miniere si estraggono calcare, marna ed, in minima parte, gesso.
L’Unità Produttiva cemento di Merone è approvvigionata dalla Miniera di Brenno (LC), dalla Miniera di Rio Gambaione 2 (LC), dalla Miniera di Alpetto (LC) e dalla Cava di Valle Oscura (LC).
L’Unità Produttiva Cemento di Ternate, invece, viene approvvigionata dalla Miniera di Santa Marta (VA) e dalla Cava di Faraona (VA).
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Aggregati
La produzione degli aggregati consiste nell’estrazione di sabbia e ghiaia provenienti da depositi di tipo alluvionale.
Per la produzione di aggregati parte del materiale viene estratto dalle cave di Holcim ed in parte viene utilizzato mate¬riale proveniente dagli scavi dei cantieri, il cosiddetto mistone. Il materiale grezzo, estratto e mistone, non può contribuire tal quale alla produzione, ma deve essere preventivamente selezionato essenzialmente in base alle caratteristiche dimensionali.
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L’utilizzo del mistone permette il risparmio di risorse naturali.
Calcestruzzo
La produzione del calcestruzzo è aumentata dell’11% circa negli ultimi due anni, coerentemente con la crescita degli impianti. Ovviamente questo ha comportato un aumento delle materie prime utilizzate per la produzione dello stesso.
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ENERGIA
Cemento
Insieme al consumo di materie prime naturali, l’uso di energia è l’altro aspetto caratteristico dell’attività di produzione materiali da costruzione. Il processo di produzione del cemento, in particolare, è ad alta intensità energetica. I fabbisogni energetici vengono soddisfatti attraverso l’uso di energia termica ed elettrica per la produzione di cemento, mentre per la produzione di calcestruzzo ed aggregati e per l’attività di Eurofuels si utilizza soprattutto l’energia elettrica, il gasolio per autotrazione dei mezzi ed, in misura ridotta, il metano.
1. Energia termica
Cemento
Il consumo termico specifico, ovvero la quantità di energia necessaria per produrre una tonnellata di clinker, è stato a livello di Gruppo, circa costante negli ultimi tre anni e pari a 3,6 GJ / tonnellata di clinker prodotto.
I combustibili utilizzati nelle Unità Produttive cemento di Holcim (Italia) sono di diversa tipologia. Lo sforzo per ottimizzare gli impatti ambientali ed economici si basa su due aspetti: miglioramento dell’efficienza energetica ed inserimento di combustibili alternativi. I combustibili utilizzati non sono gli stessi in tutti gli stabilimenti a causa di differenze impiantistiche.
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Tra i combustibili utilizzati quelli classificati come alternativi sono: residui peciosi, miscele oleose, Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR), solventi, fanghi essiccati da depurazione delle acque civili e farine animali. Sono biomasse parte dei residui peciosi, parte del CDR, i fanghi essiccati da depurazione e le farine animali.
La biomassa utilizzabile ai fini energetici è composta dai materiali organici che possono essere utilizzati come combustibili. Sono, quindi, classificate biomasse le parti biodegradabili dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura e dalla silvicoltura, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali ed urbani.
L’utilizzo delle biomasse a fini energetici non contribuisce all’effetto serra, poiché la quantità di anidride carbonica rilasciata durante la decomposizione, sia che essa avvenga naturalmente, sia per effetto della conversione energetica, è equivalente a quella assorbita durante la crescita della biomassa stessa; non vi è, quindi, alcun contributo netto all’aumento del livello di CO2 nell’atmosfera.
L’impiego di combustibili alternativi consente di valorizzare materiali residuali altrimenti destinati ad essere inceneriti o smaltiti in discarica e di ridurre la quota parte di combustibili fossili non rinnovabili. Le caratteristiche del processo produttivo del cemento, consentono un utilizzo sicuro dei combustibili ed il monitoraggio continuo delle emissioni in atmosfera dai camini.
Come si evince dalla tabella precedente, nelle Unità Produttive non si utilizzano gli stessi combustibili, in particolare nell’U.P. di Morano Po dove non avviene la cottura del clinker, il combustibile utilizzato è prevalentemente metano. Di seguito sono riportate nel dettaglio le quantità utilizzate negli ultimi tre anni e, ove applicabile, la quantità totale autorizzata:
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Complessivamente, dal punto di vista energetico, i combustibili alternativi hanno fornito, in media negli ultimi tre anni, circa il 15% del fabbisogno di energia termica totale.
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Aggregati
Come anticipato l’unico combustibile utilizzato per la produzione di aggregati è il gasolio per autotrazione dei mezzi.
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Calcestruzzo
Anche per il calcestruzzo, a parte un modesto consumo di metano, si utilizza essenzialmente gasolio per autotrazione.
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2. Energia elettrica
Gruppo
Il consumo di energia elettrica riguarda tutti i processi produttivi di Holcim (Italia): cemento, aggregati, calcestruzzo.
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Il consumo maggiore è relativo alla produzione di cemento.
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Cemento
Nelle unità produttive cemento, l’energia elettrica viene consumata soprattutto per il funzionamento dei motori elettrici che muovono i mulini per la macinazione della materia prima e cemento, di grandi ventilatori e degli stessi forni.
La tabella seguente riporta il dettaglio dei consumi per unità produttiva.
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Per saperne di più |
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Combustibili e materie prime alternativi |
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